venerdì 27 settembre 2013

Progetto NANO-ECOTOXICITY
Nanoparticelle, riflettori accesi sugli effetti invisibili

28.09 - La nanotecnologia sta diventando onnipresente. Dai vestiti che indossiamo ai cosmetici che usiamo, fino ai dispositivi elettronici che fanno parte della nostra vita quotidiana. Se la fabbricazione di tali materiali non ha ormai più segreti per l'industria, poco si sa sul loro destino una volta concluso il ciclo vitale. Il progetto NANO-ECOTOXICITY finanziato dall’Ue e coordinato dal Natural Environment Research Council nel Regno Unito ha studiato il loro impatto sugli organismi del suolo. Il suo impatto sulla salute e sull'ambiente è ancora relativamente sconosciuto ed è attualmente l'argomento di accesi dibattiti tra scienziati, industrie, politca e organizzazioni ambientaliste.

NANO-ECOTOXICITY è uno di una serie di progetti dell’Ue che stanno cercando di chiarire le cose. Il team, coordinato dal Claus Svendsen, ha effettuato test di tossicità per valutare l'effetto delle NP di ossido di zinco (ZnO) e argento (Ag) sui lombrichi (Eisenia andrei e Lumbricus rubellus), con lo scopo di far luce sulle principali vie di assorbimento delle NP di metallo in questi organismi. Maria Diez-Ortiz, capo della ricerca del progetto NANO-ECOTOXICITY, parla al Cordis dei risultati ottenuti e di come prevede che questi contribuiranno a migliorare le conoscenze e a creare strumenti che permettano di sviluppare standard per il rischio ambientale e metodologie per la valutazione del rischio. 

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